Lo sguardo di Dante: agricoltura e botanica nell'universo dantesco

                                        

“Eccovi pertanto o Signori dimostrato, …, che il nostro divino Poeta merita di esser letto, ammirato e meditato anche dai Botanici, come da tutti gli uomini di scienze, quale uomo omniscio dei suoi tempi, e qual maestro di color che sanno” (Ottaviano Targioni Tozzetti, 1820)

Sin dal 2015 sono iniziate le celebrazioni (750 anni dalla nascita) per onorare Dante Alighieri, una delle più importanti figure della letteratura italiana e probabilmente tra quelle più note a livello internazionale. Nel 2021, con un intenso programma di attività su tutto il territorio nazionale (ma non solo), si chiude un immaginario anello con la ricorrenza dei 700 anni dalla morte del poeta fiorentino.
Nell’occasione di queste onoranze l’Accademia dei Georgofili coglie l’opportunità per dare un suo contributo. Il nostro scopo non è certo quello di affrontare sul piano letterario o linguistico l’opera di Dante, ma quello contribuire allo studio della sua figura con interessanti contenuti. forse meno noti, ma attinenti all’attività di un’Accademia come quella dei Georgofili e cioè la botanica e l’agricoltura, mettendo a disposizione di studiosi, utenti e curiosi la versione digitale di alcuni volumi conservati nella Biblioteca storica. 

Il filo conduttore di questa breve esposizione può essere individuato nel Proemio ad uno dei volumi che presentiamo: “ … è stato certamente notevolissimo il valore di Dante come osservatore se non come scienziato, ma [che] dobbiamo, al tempo stesso, persuaderci, che, se quella sua potenza di osservazione e copia di cognizioni gli ha giovato largamente al concepimento e al disegno del Poema [la Divina Commedia], la materia scientifica è rimasta subordinata sempre allo scopo artistico. Nella esecuzione artistica poi il Poeta riceve gran potenza di ispirazioni, appunto da quel materiale di cui si è voluto riconoscere il carattere scientifico.”(1)

Attraverso il breve percorso e le pubblicazioni crediamo sia possibile approcciarsi alla profonda coscienza e conoscenza del mondo naturale dantesco, ricco di simboli e di immagini. Accompagniamo questa nostra rassegna di testi con una citazione tratta dall’Inferno (XXIV, 1-13) che raccoglie in sé molti dei temi scelti, dal vivere quotidiano alla meteorologia, dall’astronomia alla climatologia:

In quella parte del giovanetto anno / che ’l sole i crin sorto l’Acquario tempra / e già le notti a mezzo di sen vanno / quando la brina in su la terra assempra / l’immagine di sua sorella bianca, / ma poco dura e la sua penna tempra, / lo villanello a cui la roba manca, / si leva, e guarda, e vede la campagna / biancheggiar tutta; ond’ei si batte l’anca, / ritorna in casa, e qua e là si lagna, / come ‘l tapin che non sa che si faccia; / poi riede e la speranza ringavagna, / veggendo il mondo aver cangiato faccia / in poco d’ora, e prende suo vincastro / e fuor le pecorelle a pascer caccia.

  Dante georgico

    La geografia di Dante, secondo Edward Moore

    L'astronomia di Dante, secondo Edoardo Moore

    Alcune date dantesche secondo le tavole alfonsine

    Della condizione economica d’Italia ai tempi di Dante 

    Delle cognizioni botaniche di Dante espresse nella Divina Commedia

Articolo: Dante e le attività economiche del tempo suo 

                                                                             
Medaglia coniata dal Municipio di Firenze in occasione del 600 anniversario della nascita di Dante Alighieri (1865), conservata in Accademia dei Georgofili

Parlando di Dante, ci è poi sembrato interessante proporre, da collezione privata, una sorta di confronto con Virgilio mettendo a disposizione un testo che ne analizza contenuti georgofili.

    Flora virgiliana

Sicuramente la contingente e duratura situazione di emergenza sanitaria, legata alla pandemia che imperversa dal 2020, ho costretto a modificare i tempi ed i modi di queste celebrazioni che stanno svolgendosi soprattutto in formato digitale. Tuttavia, sempre in questa sede, vogliamo fiduciosamente anticipare la possibilità di allestire una mostra nei locali dell’Accademia che non solo presenti le pubblicazioni oggetto di questa esposizione virtuale e altri contenuti tipicamente georgofili, ma che ricordi anche un momento cruciale della vita di Dante: la sua partecipazione alla battaglia di Campaldino, l’11 giugno 1289. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Fiorentina Battaglie in scala, nel mese di settembre 2021 vorremmo presentare il diorama che raffigura la disposizione dei due eserciti prima della sopraccitata battaglia, con oltre 1500 figurini storici.

Concludiamo condividendo le parole di Francesco Marconi (2) che sembrano circoscrivere con esattezza i confini del nostro piccolo contributo:
“altri argomenti si vorrebbero, parmi sentir dire, che non qualche ricordo storico, raccattato qua e là a fatica, in tempi ormai quasi troppo remoti, e dalla vita di tal Grande, che a volerne accrescere la gloria con certe minute illustrazioni è come accendere un lume a mano a mezzogiorno”(3).

Mostra a cura di Davide Fiorino e Daniele Vergari


1) Dante georgico, pag. 12
2) Francesco Marconi (Falerone, 2 aprile 1843 – Genova, 21 novembre 1893) entrò a far parte dei Georgofili come accademico Corrispondente nel 1887 per divenire Ordinario nel marzo 1890; Preside del Regio Istituto tecnico e nautico di Genova, è ricordato come “modesto ma valoroso promotore degli studi agronomici e letterari, non ambì né ebbe celebrità politica; ma il suo nome era caro e pregiato fra coloro che pongono la cultura dello spirito nel luogo che le spetta.”
3) La memoria "Il Petrarca nella storia dell’agricoltura" venne letta da Francesco Marconi nell’adunanza dei Georgofili il 7 maggio 1893 e fu pubblicata nel volume degli Atti del medesimo anno, che ne accoglie anche il succinto necrologio (IV, 16).