L’Accademia dei Georgofili ha bandito il concorso per l’assegnazione del “Premio Antico Fattore” 2026 per il settore dell’olivicoltura e/o dell’olio di oliva.
Il Consiglio Accademico dei Georgofili delibera di assegnare il Premio
per la categoria: Elaiotecnica: dalla gestione dell’elaiopolio alle moderne tecnologie per migliorare la qualità del prodotto, a Gaia Meoni, per il lavoro scientifico "NMR- based metabolomic approach to estimate chemical and sensorial profiles of olive oil” con la seguente motivazione: Lo studio è stato ben condotto sulla individuazione di quei parametri -chimici e sensoriali- che caratterizzano l'olio di oliva, soprattutto tramite l'impiego della spettroscopia 1H NMR. Confrontando la tecnologia NMR con altre tradizionalmente più usate emerge che la spettroscopia del vicino infrarosso (NIR) e la spettroscopia dell'infrarosso medio (MIR), pur eccellenti metodiche di analisi, ma con alcuni difetti; ad es. esse non risolvono la problematica della eterogeneità dei campioni da analizzare e la calibrazione strumentale. Mediante l'integrazione dei dati NMR con le analisi chimiche tradizionali e con quelle sensoriali si è riusciti a elaborare algoritmi che includono le qualità fisico-chimiche, la composizione degli acidi grassi, la quantità totale dei polifenoli, dei tocoferoli e dei parametri sensoriali. Pertanto, i risultati hanno confermato la tecnologia NMR come lo strumento per l'accertamento rapido e "non distruttivo" della qualità dell'olio. In conclusione, utilizzando gli spettri 1H NMR la metodologia impiegata offre una efficace alternativa alle tecniche di valutazione tradizionali consentendo una rapida determinazione di parametri chimici, sensoriali e anche relativi all'origine geografica.
Per la categoria: Biologia, genetica, chimica e biochimica vegetale, biologia molecolare per disegnare l’olivo del futuro, a Ivano Forgione, per il lavoro scientifico "Circadian- and Light-Driven Rhythmicity of Interconnected Gene Networks in Olive Tree” con la seguente motivazione: Nonostante che l'olivo sia una delle colture più importanti dell'area mediterranea, sono disponibili poche informazioni sulla rete genica del suo orologio biologico. Gli AA. hanno riportato nella pubblicazione gli effetti della esposizione della pianta a luce alternata (luce/oscurità) e a luce continua, sulla espressione di geni codificanti per biosintesi di pigmenti fotoprotettori e di lipidi. L'esposizione a luce continua ha causato riduzione nella crescita vegetativa e nella quantità di clorofilla. I risultati sperimentali hanno anche confermato che i trascritti dei geni coinvolti nella percezione della luce alternata mostrava differenze giornaliere e gran parte di essi mantenevano tale ritmicità anche dopo due mesi a luce continua. Altra acquisizione da parte del gruppo di lavoro è stata che la complessa rete che controlla geni di fotorecettori, antocianidine e la biosintesi degli acidi grassi è sotto il controllo di un solo fattore di trascrizione, lo HY5. Il lavoro futuro di miglioramento genetico di questa pianta certamente potrà avvalersi proficuamente di queste nuove informazioni.
Per la categoria: Moderne tecnologie di gestione e difesa dell’uliveto, a Massimiliano Bordoni, per il lavoro scientifico Present and Projected Suitability of Olive Trees in a Currently Marginal Territory in the Face of Climate Change: A Case Study from N-Italy” con la seguente motivazione: Gli AA. inquadrano molto bene la problematica dei cambiamenti climatici all'interno dell'area mediterranea e quindi della coltivazione dell'olivo, tipica pianta mediterranea. Nella situazione attuale l'olivicoltura della zona dell'Oltrepò Pavese nel Sud della Lombardia si trova in una area marginale, cioè al limite nord della distribuzione geografica tipica dell'olivo, ma le più complete analisi delle tendenze climatiche ci indicano che, tra gli anni 2050 e 2100, aree territoriali più nordiche saranno probabile aree di diffusione dell'olivo. Gli accurati studi di modellistica condotti dagli AA. hanno concluso che entro la fine di questo secolo la possibilità di coltivare l'olivo nel territorio indagato - il territorio appenninico dell'Oltrepò Pavese- si stenderà dal 27% attuale al 40%, sostanzialmente dovuto ad un aumento della temperatura atmosferica e ad una contemporanea riduzione dei periodi (giorni) di gelo, consentendo di spingere le coltivazioni di olivo ad altitudini superiori alle attuali. Più in generale, i dati raccolti ed elaborati dagli AA offrono una importante base di dati per la futura pianificazione della coltivazione nelle numerose aree italiane soggette al cambiamento climatico
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