La degradazione del suolo: una minaccia alla sicurezza alimentare e ambientale

Sezione Centro Ovest dei Georgofili

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Nel maggio 2025 si è svolto a Firenze il Convegno Mondiale dei cento anni dell’International Union of Soil Sciences fondata proprio in Italia nel 1924. In quell’occasione la Scienza del Suolo Italiana ha pubblicato un volume celebrativo dal titolo “Soil Science in Italy: 1861 to 2024” curato da Carmelo Dazzi, Anna Benedetti, Giuseppe Corti, Edoardo A.C. Costantini e pubblicato da Springer, Dordrechht, 2024. Il volume, dopo le presentazioni dei Presidenti dell’Accademia dei Georgofili e  dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, è diviso in quattro parti: la prima è dedicata all’evoluzione della scienza del suolo in Italia, la seconda all’evoluzione della scienza del suolo nelle 20 regioni italiane, la terza è dedicata alle Istituzioni  scientifiche e la quarta alle società scientifiche che rappresentano il suolo. Visto che il volume ha ricevuto molti apprezzamenti all’estero, soprattutto per il costante richiamo al problema della progressiva degradazione del suolo stesso, e visto che presso l’Accademia dei Georgofili è presente una rivista sulla Storia dell’Agricoltura si ritiene meritevole una Giornata di Studio, con lo scopo di esaminare alcuni aspetti salienti, talvolta cruciali, del contributo della scienza del suolo a questa storia. La scienza del suolo è stata spesso la base scientifica poco appariscente ma essenziale nella storia agricola e forestale in Italia. Al suo contributo ai grandi temi da sempre attuali, quali la sicurezza alimentare, la gestione della risorsa idrica e la difesa dal rischio idrogeologico, negli ultimi anni si è affiancato quello relativo alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, alla conservazione della biodiversità e ai ripristini ambientali, alla valorizzazione dei prodotti tipici e alla tutela dei suoli, anche sotto la spinta delle politiche europee, motivate dallo stato di degradazione dei suoli europei ampiamente sottovaluta se non ignorata dagli operatori del settore (agricoltori, organizzazioni di categoria, decisori politico-amministrativi). Proprio i dati europei indicano che lo stato di degradazione dei suoli italiani è ormai drammatico: oltre l’83% dei suoli sono degradati per uno o più processi di degradazione, tra cui emergono scarsa sostanza organica, erosione idrica, compattamento e perdita di biodiversità. Di conseguenza si sta verificando un decremento della salute e della capacità produttiva del suolo in molte terre coltivate. Per non parlare poi di altre forme di degrado, non causate dall’agricoltura ma che però ne è vittima, come il consumo di suolo, che continua a velocità elevate e riguarda sempre i migliori suoli da un punto di vista agricolo. Nell’ultimo anno, sono stati coperti altri 72,5 km di suolo, raggiungendo il 7,16 % della superficie nazionale. La situazione è aggravata dalla crisi climatica in atto con lunghi periodi di siccità alternati a piogge torrenziali che accentuano i processi erosivi e il ruscellamento superficiale, con una perdita d’acqua che può raggiungere il 90%.
Fra gli scopi di questa giornata c’è proprio la volontà di sensibilizzate tutti gli operatori del settore sulla necessità di operare per il ripristino della salute dei suoli italiani, con una visione di lungo termine.

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