Premio Antico Fattore

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Il “Premio Antico Fattore” è nato a Firenze negli anni ’30. Assunse il nome della Trattoria (che è tutt’oggi all’angolo di Via Lambertesca con Via dei Georgofili), nella quale si riunivano, i mercoledì sera, alcuni tra i maggiori esponenti del mondo culturale, non solo cittadino (rappresentanti letteratura, arte, scienza, ed in particolare poesia, pittura e musica). 
Il Premio ha vissuto diverse fasi. La prima edizione fu assegnata nel 1931. Ne seguirono annualmente altre, fino al 1934 (tra i vincitori, due futuri Premi Nobel: Eugenio Montale nel 1931 e Salvatore Quasimodo nel 1932). L’attività riprese dopo il secondo conflitto mondiale, con incontri culturali che però andarono esaurendosi, senza alcuna consegna di premi. Dal 1984, la storica azienda vinicola Ruffino si offrì di rivitalizzarlo, rendendolo anche internazionale ed affiancandogli un analogo Premio per la scienza vitivinicola (tra i vincitori, nel 1985 Indro Montanelli e nel 1989 Tony Morrison, alla quale fu poi conferito il Premio Nobel nel 1993). Anche questa fase si interruppe nel 1998. 
L’Accademia dei Georgofili, nel 250° anniversario della Sua fondazione, ha ridato vita al “Premio Antico Fattore”. 
In considerazione delle spiccate tradizioni viticole ed olivicole, che rappresentano particolare espressione culturale ed elemento di identità della Toscana e dei Paesi mediterranei, il Premio è destinato a lavori letterari e a contributi scientifici di diversa natura, alternativamente nel settore viticolo ed olivicolo; risulta quindi più mirato rispetto ad altri Premi che oggi proliferano, così da coniugare, allo stesso tempo, una valorizzazione della cultura con una attenzione per attuali significative e pulsanti realtà socio-economiche italiane.

L'edizione del 2018 è stata conferita:

- per la categoria Moderne tecnologie di gestione e difesa dell’oliveto a Luca Regni, per il lavoro “Long Term Amendment with Fresh and Composted Solid Olive Mill Waste on Olive Grove Affects Carbon Sequestration by Prunings, Fruits an Soil”;

- ex equo, per la categoria Biologia, genetica, chimica e biochimica vegetale, biologia molecolare per disegnare l’olivo del futuro a Deborah Beghè, per il lavoro “Pollen-mediated gene flow and fine-scale spatial genetic structure in Olea europaea subsp. europaea var. sylvestris”, e Francesco Scollo, per il lavoro “Absolute quantification of olive oil DNA by drophet digital-PCR (ddPCR): comparison of isolation and amplification methodologies”;

- per la categoria Elaiotecnica: dalla gestione dell’elaiopolio alle moderne tecnologie per migliorare la qualità del prodotto a Lorenzo Cecchi, per il lavoro “New isobaric lignans from refined olive oils as quality markers for virgin olive oils”.

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