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Il paesaggio mantovano nelle tracce materiali, nelle lettere e nelle arti, III, Il paesaggio mantovano dal XV secolo all’inizio del XVII, Atti del Convegno di studi (Mantova, 5-6 novembre 2003), a cura di Eugenio Camerlenghi, Viviana Rebonato, Sara Tammaccaro, “Accademia Virgiliana di Scienze, Lettere e Arti. Miscellanea”, vol. 17, Firenze, Olschki, 2007; X-626 pp.; 22 figg. n.t. e 59 tavv. f.t.
CLAUDIO BENPORAT, Cucina e convivialità italiana del Cinquecento, “Biblioteca dell’«Archivum Romanicum»”, Serie I, vol. 340, Firenze, Olschki, 2007, 344 pp.; 16 tavv. f.t. a colori.
Il Valdarno inferiore terra di confine nel Medioevo (secoli XI-XV), Atti del Convegno di Studi (Fucecchio, 30 settembre-2 ottobre 2005), a cura di Alberto Malvolti e Giuliano Pinto, “Biblioteca storica toscana”, Serie I, vol. 55, Firenze, Olschki, 2008, IV-430 pp.; 8 tavv. f.t.
FABIO DONATO, FRANCESCO BADIA, La valorizzazione dei siti culturali e del paesaggio una prospettiva economico-aziendale, Presentazione di Patrizio Bianchi, “Ferrara paesaggio estense”, vol. 2, Firenze, Olschki, 2008, VIII-230 pp.; 22 figg.
Giambattista Ratti, Trattato della seminazione de’ campi e della col-tivazione de’ prati (1764), studio introduttivo e note a cura di Antonino Angelino, Associazione Casalese Arte e Storia, Ente Morale Vincenzo Luparia, 2007
La storia dell’alimentazione ha evidenti connessioni con le forme stesse della convivialità. Il volume di Benporat Feste e banchetti ne tratta le trasformazioni tra Tre e Quattrocento, nel più vasto contesto dei cambiamenti culturali avvenuti tra Medievo ed Età moderna. Prendendo le mosse dal convito trecentesco sono ripercorsi i luoghi, la coreografia, gli arredi, l’apparecchiatura, le vivande e i vini che costituivano gli elementi fondamentali di questa particolare espressione dei privilegi aristocratici e borghesi. In questo quadro l’Autore evidenzia anche alcuni aspetti di «osmosi culturale» delle cucine europee, oltre a mettere in rilievo le principali credenze in campo medico, igienico e nutrizionale dell’epoca.
Nel corso del Quattrocento, assieme anche ad una più diffusa letteratura gastronomica si assiste ad una maggior diffusione e specializzazione delle forme conviviali nelle corti italiane. Intorno alle nuove idealità umanistiche e al recupero di certi aspetti della classicità, l’Autore giunge alla descrizione delle nuove forme conviviali. Da un lato la «collatione» (genere di intrattenimento meno formale del convito) che rappresenta «il fatto nuovo destinato a rivoluzionare gli schemi della convivialità italiana». Al tempo stesso sono illustrati i conviti e banchetti quattrocenteschi i quali, per la stessa apparecchiatura e l’alternanza di portate di alimenti e azioni sceniche, assumono le caratteristiche di veri e propri spettacoli. Essi costituiscono un vero e proprio genere di intrattenimento e manifestazione delle prerogative nobiliari, in cui il momento conviviale viene così inscritto in una più vasta e complessa cornice.
Il volume presenta infine una rassegna di documenti del XIV-XV secolo (descrizioni di feste, conviti e banchetti) provenienti da più parti d’Italia.
(a cura della redazione)
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